Programma elettorale

Vogliamo una provincia di Gorizia che non abbia l’assillo della difesa. Un luogo bello, sano ed ecologico. Dove tutti vengono considerati persone e non numeri, dove chi non ce la fa, venga aiutato.

Vogliamo una provincia nella quale i suoi abitanti, le imprese, le istituzioni, i giovani, guardino con fiducia al futuro. Costruiscano progetti. Crescano economicamente e culturalmente. Sappiano guardare oltre. Accettino fino in fondo la sfida dell’Europa.

Vogliamo una provincia forte e unita per vincere la crisi e costruire un nuovo modello di sviluppo.

Vogliamo una provincia europea, perché l’Europa è il nostro presente.

Vogliamo poter dire sempre che non abbiamo un territorio da difendere, abbiamo un territorio da aprire.

Meno burocrazia e più cittadino

Il federalismo non è una mera ripartizioni di poteri tra le istituzioni, ma ha l’obiettivo di rendere il cittadino consapevole e sovrano.
Il federalismo fiscale ha senso se riduce le tasse a cittadini e imprese e se combatte con più forza l’evasione fiscale, altrimenti è solo uno spostamento di ufficio esattoriale.
La Repubblica è formata dai Comuni, dalle Province, dalle Regioni e dallo Stato, equiordinati tra loro: noi non siamo un ente periferico ma, assieme ai Comuni, la Repubblica più vicina ai cittadini.
Questo è previsto dalla nostra Costituzione, che è nata dalla Resistenza e con i suoi principi e i valori che enuncia è la più bella del mondo.

Non ci serve questa Regione: vogliamo una Regione leggera, con meno consiglieri e meno dipendenti, senza soldi da erogare direttamente ne attività amministrative da gestire, senza leggi di spesa e solo programmazione e indirizzo.
La Provincia oltre a svolgere il naturale ruolo di coordinamento e supporto alle realtà locali, ha un preciso ruolo di area vasta che va sostenuto e rafforzato.

Per ridurre le spese inutili vanno favorire tutte le forme di integrazione e collaborazione istituzionali, eliminata la miriade di enti pubblici e privati,  ridato peso e ruolo a Comuni e Province, ridotto il costo della politica che deve tornare a essere passione ed esempio di vita e non più carriera.  
Per una nuova idea di democrazia va facilitato il protagonismo dei cittadini, delle associazioni e delle imprese alla pubblica amministrazione, secondo il principio della cittadinanza attiva.
Se a casa tua non governi acqua, rifiuti e trasporti, allora non è casa tua.
Comuni e Province devono difendere i cittadini nella erogazione di tali servizi.

Chi lavora e paga le tasse deve avere il diritto al voto amministrativo. Questo vale per tutti, compresi gli stranieri, altrimenti è un diritto negato.  
Serve una Provincia aperta a tutte le idee di cambiamento e chiusa a tutti i pregiudizi e divisioni, siano essi linguistici o territoriali.
Una Provincia unita e al servizio di tutti che valorizza il grande patrimonio professionale dei suoi dipendenti pubblici.

Una moderna area vasta

Chi dice che la Provincia ha quattro cose da fare non sa di cosa parla.
L’ente Provincia ha tutta una serie di competenze di area vasta che gli derivano dalle leggi regionali: alcune sono esclusive, altre sono in comune con i Comuni e la Regione.
Il loro numero è cresciuto molto in questi anni, non esiste più la Provincia di 5 anni fa.
Ricordiamone alcune:
·    lavoro, centri per l’impiego e contributi alle imprese;
·    sviluppo, direzione e funzionamento patto per lo sviluppo;
·    ambiente, autorizzazioni emissioni atmosfera, scarichi, inquinamento luminoso, amianto, agenda 21 ecc.;
·    energia, fotovoltaico e solare, impianti di produzione e distribuzione di determinate dimensioni;
·    acqua, direzione e governo AATO;
·    rifiuti, pianificazione rsu, speciali, inerti ecc.;
·    caccia;
·    polizia provinciale;
·    musei, unica provincia in Italia ad avere Musei, grandi mostre;
·    comunità linguistiche, sloveno e friulano, parlate locali;
·    pari opportunità, consigliere di parità;
·    immigrazione, piano provinciale;
·    consulta provinciale volontariato;
·    disabilità, CISI, contributi cooperazione sociale, inserimento assistito sul lavoro;
·    diritto allo studio, contributi acquisto libri e scuole parificate;
·    forum giovani provinciale;
·    cooperazione decentrata;
·    piano per l’impiantistica sportiva;
·    strade provinciali, 150 km di strade provinciali;
·    trasporti, programmazione trasporto pubblico, realizzazione poli intermodali;
·    motorizzazione civile;
·    scuole superiori, edilizia e programmazione;
·    turismo, marketing Collio, Carso 2014+, agriturismi, promozione;
·    agricoltura, PIT, Gal Carso, tavolo verde;
·    ex Comunità Montana del Carso e ex Comunità Montana del Collio;
·    miriadi di contributi sulla promozione culturale, sportiva e associativa previsti da legge.   
Questo programma indica puntualmente le azioni e i programmi che intendiamo svolgere.

1- Vincere la crisi

Assistiamo ad un grande cambiamento. Siamo un territorio che ha visto cadere i confini e con essi la nostra economia assistita e statalista. Subiamo una pesante fiscalità di svantaggio e di costo del lavoro con i Paesi dell’Est.
La crisi sta spostando risorse e produzioni nei paesi emergenti, le nostre fabbriche rischiano di chiudere. Gli antichi strumenti assistenziali non esistono più. Bisogna investire nell’innovazione e nel futuro. Per vincere la crisi abbiamo bisogno di coraggio, buon senso e più innovazione del sistema.
Abbiamo bisogno di meno litigiosità e più idee giovani.
Grandi progetti ci riguardano, come il Superporto, la Tav, la via di Gorizia, il Parco commerciale di Villesse. Grandi cambiamenti sociali ci coinvolgono, immigrazione, espansione di un lavoro sempre più precario anche tra i liberi professionisti, paura del domani occupazionale, invecchiamento della popolazione. Il mondo è in affanno, dobbiamo passare da una economia della crescita a una economia della sostenibilità.
In questo contesto i nostri vantaggi sono:
1.    Il porto più al nord del Mediterraneo, e quindi quello più vicino al centro Europa
2.    La prima pianura provenendo da est, assieme alla valle del Vipaco e alla bassa pianura friulana, luogo naturale di insediamenti produttivi e di commerci
3.    La via di Gorizia, ovvero l’unico valico di pianura delle Alpi, dove far passare infrastrutture viarie senza danni ambientali
4.    La terza Provincia italiana per sicurezza criminale, e quindi luogo tranquillo per investimenti sicuri
5.    La Provincia dell’integrazione che ha imparato dalla storia del confine mobile a far convivere gruppi e culture diverse. Chi più integra, più cresce

Attrarre capitali è il nostro primo e fondamentale impegno: per creare nuove opportunità di lavoro qualificato, stabile che crei ricchezza, superando tutte le forme di insicurezza e precarizzazione; per creare un modello di sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.
Serve un “Progetto Impresa”, rivolto soprattutto alle PMI, radicato nel territorio che risponda a semplici domande che riguardano chi vuol mettere su impresa:
·    l’idea, ovvero dove va il mercato,
·    il luogo, ovvero l’area e il capannone dove aprire l’attività,
·    il personale, ovvero la formazione della manodopera specializzata e gli incentivi alle assunzioni,
·    i soldi, ovvero il sistema del credito e dei contributi,
·    i partner, ovvero le relazioni locali o internazionali per stare dentro i processi di internazionalizzazione,
·    l’innovazione e ricerca, ovvero le opportunità del territorio,
·    meno burocrazia, ovvero come fare a muoversi nella giungla, lo sportello unico, forme di appalto veloce,
·    ambiente facile, ovvero responsabilità ambientale dell’impresa,
·    un profitto umano, ovvero responsabilità sociale dell’impresa.

Non vogliamo ricatti economici ed occupazionali di alcun tipo, a chi viene qui chiediamo solamente il rispetto delle leggi, delle persone e il rispetto dell’ambiente: la nostra “Civil Law”.


1.    Tenere insieme sviluppo e identità, in una comunità aperta.
2.    No al nucleare, né qui e né altrove.
3.    No al ricatto del lavoro.
4.    Si alla riduzione del divario fiscale italo – sloveno.
5.    Potenziare l’asse dal mare all’est europeo, la via di Gorizia.
6.    Realizzazione di un masterplan sul futuro, che sia a base di una pianificazione strategica condivisa con il territorio, che recuperi e aggiorni i piani sviluppati in questi anni dalla Provincia, e definisca ambiti e scelte del territorio provinciale del domani.
7.    In una visione di più ampio respiro, tale masterplan potrebbe diventare il piano strategico di EureGo (europrovincia isontina) e potrebbe essere supportato da Transland (ufficio unico tra EELL di pianificazione provinciale). Tre strumenti solidi a disposizione del Patto per lo Sviluppo che in questo senso diventa una vera Agenzia territoriale.
8.    Adeguamento quindi del Protocollo transfrontaliero e sua unione con il Patto per lo Sviluppo.
9.    Indirizzo base industria: uno sviluppo equo-sostenibile dell’area geopolitica transfrontaliera mirato sulla nostra green economy.
10.    Indirizzo base turismo: una offerta turistica integrata soft, dal Collio al Carso, da Grado alla nautica, dall’Isonzo alla storia, passando per l’enogastronomia e l’ambiente, Isontino terra del benessere:
·    unità del turismo provinciale, promozione unica,
·    completamento e allargamento Carso 2014+,
·    progetto Isonzo,
·    masterplan del litorale,
·    favorire punti di promozione turistica,
·    valorizzazione prodotti tipici locali,
·    rete provinciale delle enoteche.
11.    Indirizzo base agricoltura: filiera corta e di qualità, centralità del territorio e del paesaggio in un’ottica di distretto rurale:
·    favorire il recupero di terreni incolti e/o abbandonati;
·    forte protagonismo e partecipazione al Piano di sviluppo rurale, con i suoi 4 PIT e le sue 3 azioni collettive, e con il GAL Carso;
·    difesa e valorizzazione del prodotto locale e del settore vitivinicolo;
·    sostegno agriturismo;
·    realizzazione di Punti promozione territorio, in collaborazione con le associazioni di categoria degli agricoltori;
·    estensione dell’irrigazione;
·    Provincia free OGM e certificazione del percorso prodotti.
12.    Qualificazione della presenza universitaria e formativa sul nostro territorio e suo collegamento con il mondo del lavoro.
13.    Approfondimento economico:
·    valorizzazione dei nostri 5 piccoli ma significativi vantaggi al fine di difendere l’apparato produttivo e attrarre nuovi capitali,
·    Progetto Impresa, con particolare attenzione alla cooperazione sociale, all’artigianato e alle PMI,  
·    Progetto lavoro indipendente, per: elevare la qualità dell’offerta professionale come condizione per una migliore qualità del sistema; offrire un servizio utile di “accrediti” obbligatori che non penalizzi i giovani liberi professionisti,
·    modernità e condivisione nelle infrastrutture a cominciare da quelle esistenti,
·    network ed estensione delle aree produttive,
·    bassi costi dell’energia e dei servizi,
·    occupazione transfrontaliera e estensione dei meccanismi di protezione sociale a sostegno delle persone che rischiano la perdita del lavoro,
·    estensione dei meccanismi di garanzia del credito per le piccole e medie imprese, che per noi significa Fondo Gorizia e nuovo ruolo del credito regionale.
14.    Ricerca e costruzione di forme unitarie provinciali di governance:
·    nell’industria - collaborazione spinta tra Consorzi industriali con l’obiettivo di arrivare ad un unico Consorzio;
·    nel turismo - una nuova collaborazione pubblico privato all’insegna dello sviluppo e promozione del territorio, “Isontino terra del benessere”;
·    nel fare impresa PMI – crescita della “casa dell’impresa”, scuola di impresa per giovani;
·    nell’agricoltura – il tavolo verde e la collaborazione con le associazioni di categoria;
·    nelle professioni – progetto lavoro indipendente, analisi delle problematiche delle professioni, delle “partite IVA” e dei collaboratori a progetto con l’istituzione di un Tavolo dedicato.
15.    Velocità e certezza di tempi nella esecuzione opere pubbliche - Task force e cronoprogramma in internet, attenzione alle ditte locali.
16.    Estensione della banda larga per realizzare una Provincia digitale (ADSL anche nei piccoli comuni e diffusione hot spot). In particolare si prevede la creazione di un centinaio di hot spot, con wi-fi gratis, collocati in tutto il territorio presso gli esercizi pubblici e/o presso gli edifici dei Comuni, sotto una unica rete della Provincia. Va verificata anche la collocazione sui bus.

2- Una Provincia bella, sana ed ecologica

La nostra è una bella Provincia. La qualità della vita è sicuramente migliore che da altre parti, vuoi per la qualità di servizi, vuoi per la vicinanza del mare e della montagna. Geograficamente siamo collocati in una posizione ottimale. Dobbiamo valorizzare tali bellezze e porre attenzione nelle scelte di pianificazione territoriale in modo che la Provincia, di concerto con i Comuni, favorisca una gestione del territorio omogenea e accurata: concertazione e trasparenza come metodo permanente. No a una economia che divora il territorio. L’ambiente ha bisogno di area vasta.
I grandi progetti che interessano il territorio devono interagire con tutto ciò. L’uso abituale di Agenda 21, la responsabilità ambientale delle imprese, non sono un ostacolo allo sviluppo ma strumenti di uno sviluppo nuovo.
L’economia del mare, l’energia dal sole, l’acqua pubblica, il riciclo dei rifiuti e i collegamenti con l’est sono le grandi risorse naturali a nostra disposizione: la nostra green economy.
Oltre a consentire di migliorare la qualità della vita, tutto ciò rappresenta un fattore decisivo di competitività delle imprese e dei sistemi territoriali.

1.    No al nucleare, nè qui nè altrove.
2.    Promozione di azioni in favore della sicurezza e ambientalizzazione della CTE di Monfalcone.
3.    Avanti con il progetto Eco-Provincia sugli edifici provinciali, trasformazione di tutte le caldaie a metano, i primi impianti di teleriscaldamento, analisi delle dispersioni termiche degli edifici, progetto contro la dispersione termica, progetto dell’uso dei tetti per energia alternativa, wi-fi gratis nelle scuole.
4.    Indirizzo base fotovoltaico:  nascita tavolo energia; promozione di forme di collaborazione nella ricerca e innovazione sul terreno delle energie rinnovabili; priorità all’insediamento sui tetti, mentre a terra solo sulla base di un piano condiviso con comuni, associazioni di categoria dell’agricoltura e associazioni ambientaliste.
5.    Promuovere una filiera educativa sui temi dell’energia nel settore scolastico e negli enti di formazione professionale: giudizio positivo sul progetto di parco delle energie rinnovabili e dell’architettura sostenibile.  
6.    Energia dal sole, incentivi della Provincia per impianti fotovoltaici e per pannelli solari nei tetti delle abitazioni con attenzione agli aspetti paesaggistici.
7.    Promuovere la bioedilizia e il risparmio energetico attraverso la formazione degli addetti e realizzando progetti pilota.
8.    Promuovere l’interramento degli elettrodotti esistenti e favorire la presenza esclusiva di strutture interrate.
9.    Favorire la ricollocazione degli impianti radio-televisivi sul San Michele.
10.    Casa: sostenere l’edilizia residenziale pubblica nel rispetto della specificità del territorio; maggior collegamento con i propri rappresentanti in Ater; indirizzo contro l’alienazione del patrimonio pubblico e per la promozione del recupero; creazione un Osservatorio Provinciale Casa; realizzazione Conferenza Provinciale di concerto con i Comuni.
11.    Valorizzazione e promozione dei borghi rurali e delle bellezze naturali attraverso un documento paesaggistico provinciale.
12.    Sostegno e valorizzazione parchi, oasi ambientali, aree protette e riserve presenti sul territorio e promozione del turismo ecologico.
13.    Valorizzazione ambientale e turistica dei fiumi e torrenti minori, con particolare attenzione al Vipacco.
14.    Promuovere il Parco internazionale del Carso, dal Carso a Cherso.
15.    Realizzazione Piano di manutenzione Isonzo in accordo con l’ATO acqua per avere una risposta definitiva su argini, ghiaie e golene, e realizzazione del Progetto Isonzo per un fiume pulito, sicuro, fruibile, che vuol dire anche pista ciclabile dalle sorgenti alla foce e niente problemi a Marina Julia. Giornata internazionale dell’Isonzo.
16.    Difesa dell’acqua pubblica come bene dell’umanità, sostegno al SI al referendum, contenimento tariffe sempre attorno a 1€ per mille litri.
17.    Economia del mare, progetto masterplan del litorale che dia una visione unitaria dell’offerta produttiva, turistica e ambientale:
·    sostegno alla crescita del porto di Monfalcone e alla presenza di aree produttive a ridosso;
·    sostegno alle azioni tese a creare una cantieristica sempre più moderna e sicura;
·    turismo nautico – più posti barca;
·    turismo balneare – SI a investimenti ecosostenibili a Grado;
·    oasi ambientali – più fondi per la gestione da parte della Regione;
·    pesca e itticoltura – regole certe.
18.    Applicazione nuovo Programma Provinciale dei rifiuti, puntando sul riciclo totale rifiuti anche con impianti rifiuti zero del tipo Vedelago.
19.    Nessuna previsione di nuove discariche e/o inceneritori e attenzione permanente a tutte le novità tecnologiche nel settore.
20.    Realizzazione della tariffa unica provinciale sui rifiuti, modulata sui singoli consumi e con la riduzione delle tariffe del 2% all’anno.
21.    Contributi ai Comuni per la realizzazione di ecopiazzole moderne, come da Programma rifiuti.
22.    Graduale eliminazione dei vari siti inquinati e attenzione a tutti gli inquinamenti, naturali o artificiali (radon, rumore, aria, campi magnetici, falde, diossina  ecc.).
23.    Piano provinciale dei grandi inquinamenti visivi e adeguamento degli impianti di pubblica illuminazione in accordo con i Comuni.
24.    Continuare con i progetti mirati Microhabitat.
25.    Continuare con i contributi della Provincia alle famiglie per eliminare l’amianto ancora presente sul territorio con l’obbiettivo di renderne la Provincia definitivamente libera.
26.    Prosecuzione nella realizzazione della rete provinciale di piste ciclabili, verificando l’utilizzo di materiali riciclati.
27.    Sostegno alla caccia di qualità. Il cacciatore sempre più responsabile del territorio e amico dell’agricoltura.
28.    Maggiore coinvolgimento dei cacciatori nella pianificazione e nella gestione del territorio, anche tramite Agenda 21.
29.    Rinnovata commissione provinciale per la caccia.
30.    Gestione venatoria del cervo in Collio e gestione venatoria del cinghiale con l’obiettivo di limitare i danni all’agricoltura.

3- Per un mondo di persone

Il mondo è fatto di persone ma noi preferiamo considerare ogni persona un mondo.
È il tema dei diritti, delle pari opportunità, dei bisogni primari da assicurare, dei nuovi livelli di cittadinanza, delle libertà eguali, ma soprattutto è il tema di una società dove ciascuno deve essere trattato come persona e non come numero e dove chi è in difficoltà possa trovare sostegno adeguato.
Sono troppe le famiglie che oggi non arrivano a fine mese.
Nessuno deve essere lasciato solo, nessuno deve sentirsi solo.
Includere e non escludere, aprire e non chiudere, buttare giù i muri e non alzarli. Vogliamo una provincia ospitale e accogliente. Vogliamo una politica dei diritti come lealtà civile da condividere e rispettare, anche sui temi etici.
Il tessuto associativo in provincia, per lo più su base volontaria, è un patrimonio ingente, da valorizzare, da utilizzare, da sostenere.
L’impegno sullo sport come modello di vita e di salute deve rappresentare una priorità di intervento.

1.    La nostra eccellenza si chiama solidarietà.
2.    Le differenze devono essere un valore ed una ricchezza, la nostra vuole essere una comunità aperta e accogliente.
3.    Potenziare il ruolo socio – assistenziale e socio sanitario territoriale della Provincia.
4.    Mantenere e potenziare il CISI e il SIL con l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
5.    Continuare nell’impegno a favore dei disabili: migliori forme di trasporto pubblico e privato; eliminazione barriere architettoniche; pratica sportiva; collaborazione con le associazioni su progetti mirati.
6.    Favorire la riapertura dell’Ospizio Marino e promuovere l’attrazione riabilitativa e climatica di Grado.
7.    Impresa sociale: più cooperazione sociale, più cooperative forti, più assunzioni di persone disabili e svantaggiate. Far crescere il settore, ancora debole e chiuso, attraverso convenzioni con gli EELL e apertura del sistema a nuovi soggetti di nuova creazione.
8.    In materia di sanità, nel rispetto delle competenze dell’assemblea dei Sindaci, operare per il mantenimento e rilancio dell’ASS n. 2 isontina, per l’integrazione tra ospedale e territorio, contro questa idea di area vasta, per l’ospedale unico su due sedi, per entrambi i punti nascita e per concrete forme di collaborazione trasfrontaliera con la vicina Slovenia.
9.    Sostegno al riconoscimento presso il Ministero della Salute del “metodo Zamboni”  e attenzione agli sviluppi sulle ricerche relative alla correlazione tra sclerosi multipla e Ccsvi (insufficienza venosa cronica cerebrospinale).
10.    Sostegno al testamento biologico, convenzione con i Notai per l’utilizzo dell’amministratore di sostegno, sito di informazione e consigli per l’uso.  
11.    Venire incontro ai problemi degli anziani attraverso il Protocollo provinciale con le associazioni dei pensionati.
12.    Favorire  politiche contro la violenza sulle donne e sui minori: progetto “una casa per ricominciare”.
13.    Favorire politiche verso la famiglia e la genitorialità: progetto “carta bimbo”. Sostegno alle banche del tempo.
14.    Nuovo progetto GAF (giovani alla frontiera): forum giovani; centri giovani; overnight; wi-fi gratis; DVD forum; palio teatrale; tirocini; viaggi in Europa; lingue straniere; scuola di impresa, concerti e rassegne musicali; ecc.
15.    Promuovere le pari opportunità: incarichi; consigliera di parità; bilancio di genere; voci di donna ecc.
16.    Contrastare tutte le forme di omofobia.
17.    Più attenzione ai diritti delle coppie di fatto.
18.    Campagna mirata sugli incidenti domestici e sulla valutazione di sicurezza della propria abitazione.
19.    Agire verso la ASS per potenziare il Dipartimento di prevenzione, sostenendo e promuovendo dibattito e informazione sui vari aspetti.
20.    La Provincia parte civile nei processi amianto. L’ospedale di Monfalcone riferimento regionale per le Patologie Asbesto correlate e per la ricerca e assistenza delle malattie professionali, comprese quelle di “nuova generazione”.
21.    Favorire politiche di informazione indirizzate ai soggetti sensibili nell’ottica delle riduzione del danno (alcool, sostanze stupefacenti).
22.    Difesa del potere d’acquisto delle famiglie e sostegno alla domanda.
23.    Sostenere la rete di volontariato e associazionismo, patrimonio enorme del nostro territorio. Festa internazionale del volontariato.
24.    Sostenere progetti in difesa dei consumatori e collaborare con le associazioni.
25.    Campagna per il risparmio consapevole, trasparente e responsabile. Sito con “carta del risparmiatore“ e le 5 regole d’oro, in collaborazione con le categorie professionali.
26.    Mantenere il forte impegno sullo sport con il tavolo dello sport, le forme di consultazione, i vari progetti tra cui il progetto qualità, il contenimento delle tariffe delle palestre, il sostegno allo sport disabili, allo sport scuola e alla pratica sportiva a ogni età.
27.    Favorire le forme associative nello sport e la lotta al doping. Proporre un modello alternativo all’esasperazione della competitività.
28.    Sport come esempio di vita: le stelle dello sport, educare con lo sport.
29.    Sport come strumento per una maggiore integrazione e inclusione sociale delle comunità straniere: progetto Mimosa.
30.    Completamento Piano impiantistica sportiva con priorità alla messa a norma e alla ottimizzazione dei tempi d’uso.
31.    Sostegno e valorizzazione della attività speleologica.

4- Una Provincia aperta, sicura ed europea

Siamo una Provincia piccola, ma il nostro ruolo è importante in questa Regione, non abbiamo bisogno di rivendicare nulla perché siamo centrali nella nuova Europa e siamo sempre stati capaci di costruire occasioni di sviluppo importanti.
La collaborazione con la vicina Slovenia in ogni campo della vita economica e sociale rappresenta una via naturale per lo sviluppo del nostro territorio e per il consolidamento delle relazioni sociali tra i cittadini europei.
L’unità della nostra Provincia non è solo uno slogan, ma deve essere la base per diventare europei e sviluppare una nuova identità provinciale.
Serve una Provincia aperta a tutte le idee di cambiamento e chiusa a tutti i pregiudizi e divisioni, siano essi linguistici o territoriali. La gente è più unita della politica.
Chi lavora e paga le tasse deve avere il diritto al voto amministrativo. Questo vale per tutti, compresi gli stranieri, altrimenti è un diritto negato.
L’Europa ha superato la sua fase pionieristica, e non richiede più simbolismi o grandi sogni, ma una concreta e fattiva quotidianità istituzionale, economica, fiscale e del vivere civile, dove la sicurezza sociale sia garantita a tutti. È questo il punto d’approdo: una normalità europea fatta di progetti concreti e diritti praticati.
L’integrazione è fatta di diritti e di doveri, per tutti.
La paura non serve, la conoscenza e il reciproco rispetto sono le migliori garanzie.
La sicurezza, la legalità e le libertà individuali sono quindi il contesto in cui far crescere i diritti di tutti.

1.    Unità della Provincia di Gorizia che si oppone all’idea delle città metropolitane e rifiuta l’idea del friuli storico.
2.    Aggiornamento del Protocollo transfrontaliero e sua unione con il Patto per lo Sviluppo all’interno di una prospettiva di EureGo (europrovincia isontina) e attraverso un quotidiano lavoro transfrontaliero su singoli settori.
3.    Applicazione e difesa della legge sulla comunità slovena.
4.    Valorizzazione della lingua friulana.
5.    Bilancio in italiano, sloveno e friulano.
6.    Valorizzazione della multiculturalità e delle comunità linguistiche nel rispetto delle tradizioni, gradese e bisiaco.
7.    Avanti con la cooperazione internazionale su acqua, Argentina, bacino del Mediterraneo, Balcani. Collegamento con concittadini all’estero.
8.    No al CIE di Gradisca, no ai CIE, impegno per una nuova politica europea sull’immigrazione.
9.    Impegno a favore dei richiedenti asilo: alloggio e tutela legale.
10.    Piano provinciale dell’immigrazione, sportelli in rete, insegnamento lingua e leggi italiane, mediazione culturale, sicurezza sul lavoro, diritti e doveri.
11.    Favorire la mediazione sociale e la reciproca conoscenza interculturale.
12.    Realizzare forme di collaborazione transfrontaliera sui diritti.
13.    Favorire l’integrazione sociale e culturale degli immigrati residenti sul nostro territorio anche in vista dell’auspicabile estensione a loro favore del diritto di voto amministrativo.
14.    Adeguare la nostra Polizia Provinciale alle priorità di competenza ambientale previste dal regolamento provinciale.
15.    Predisposizione del primo Piano della sicurezza provinciale, con particolare attenzione alla sicurezza urbana, sul lavoro, sulle strade e nelle abitazioni.
16.    Proporre la Cittadella dell’ordine pubblico presso l’area di non volo dell’Aeroporto di Gorizia, con un nuovo carcere che sia luogo di pena e riabilitazione.
17.    Difesa e sostegno alla presenza del Tribunale, collaborazioni con tutti gli attori presenti, Tribunale, Procura, Avvocati.
18.    Per i diritti sindacali dei lavoratori della sicurezza.

5- La piena e buona occupazione

Il lavoro rappresenta una priorità nel nostro programma. L’anima della coalizione di centro-sinistra.
Disuguaglianza nella distribuzione del reddito e terziario sempre più precarizzato, sono testimoni di come la competizione globale stia mettendo in crisi il nostro modello di stato sociale.
È assolutamente ingiusto che l’imposizione fiscale sul reddito da lavoro sia maggiore di quella sulla rendita finanziaria.
Le forme esasperate di flessibilità sul lavoro creano precarietà soprattutto tra i giovani e incapacità di potersi costruire un futuro certo.
Non siamo noi che dobbiamo lavorare come i cinesi ma loro avere i diritti che abbiamo noi.
Non è facile ne immediato anche se comincia a farsi strada l’idea che dobbiamo esportare più democrazia e “civil law” e meno delocalizzazioni .
Nella nostra Provincia il tasso di disoccupazione è tra i più bassi d’Italia, ma non basta. Molti posti di lavoro sono a rischio e l’apparato produttivo continua a essere debole sul fronte dell’innovazione e della capitalizzazione. Non ci può essere crescita economica senza occupazione.
La crisi è straordinaria ma gli ammortizzatori sociali sono ancora quelli costruiti per soluzioni ordinarie. Non c’è buona occupazione senza nuovi ammortizzatori sociali e senza stabilità.
La cancellazione del reddito di cittadinanza da parte della Regione è stato un grave errore che ha tolto agli enti locali uno strumento utilissimo per affrontare la crisi e le nuove povertà.

1.    Difendere e valorizzare il ruolo di eccellenza dei CPI (centri per l’impiego) della Provincia, nel contesto del Piano triennale per l’occupazione, in stretta sinergia con la Regione nell’individuare gli interventi e le priorità per creare  e difendere l’occupazione:
·    Sostegno nuove assunzioni
·    Gravi crisi aziendali
·    Percorsi personalizzati
·    Formazione mirata
·    Stabilizzazione occupazionale
·    Assunzioni elevate qualifiche
·    Nuova imprenditoria
·    Competitività imprese
·    Collocazione mirata persone disabili e/o svantaggiate
·    Quote immigrazione
·    Sportello badanti
2.    Nuovo ruolo dei servizi per l’impiego: potenziamento della Task force provinciale che promuove l’incontro fra domanda e offerta attraverso visite mirate.
3.    Fare crescere lo sportello occupazionale transfrontaliero per un mercato del lavoro con la stessa tassazione e gli stessi diritti e opportunità. Promozione rete Eures.
4.    Promozione dei percorsi formativi e dell’inserimento occupazionale delle categorie più deboli attraverso il collocamento mirato.
5.    Valorizzazione del ruolo attivo della Provincia nella soluzione delle situazioni di crisi.
6.    Formazione professionale: alle Province la programmazione sul territorio, in modo da integrare l’offerta pubblica e privata in un unico Progetto formazione per una offerta di qualità e per un effettivo raccordo tra scuola, Università e centri di formazione professionale per diffondere competenze realmente utili al mercato del lavoro.
7.    Giovani: contrastare il fenomeno della disoccupazione giovanile mettendo in campo specifici strumenti come i tirocini finanziati in azienda e la promozione dell’autoimprenditorialità.
8.    Politiche di genere: favorire la conciliazione fra tempi di vita e di lavoro attraverso la flessibilità degli orari di lavoro e la facilità di accesso ai servizi di supporto.
9.    Tavolo sicurezza sul lavoro in collaborazione con l’ASL, l’Ispettorato del lavoro, le forze dell’ordine, gli enti di formazione professionale, INPS e INAIL, ecc.: promozione sicurezza, convenzione prime cure, formazione antinfortunistica permanente, potenziamento delle strutture di vigilanza e monitoraggio dei rischi.
10.    Sostenere l’accesso al credito da parte dei lavoratori precari e dei lavoratori in CIG.
11.    Promuovere la responsabilità sociale della imprese: la nuova cultura di impresa al fine di garantire la qualità, la sicurezza e la regolarità delle condizioni di lavoro oltre che il rispetto per l’ambiente e la comunità dove l’impresa opera. Si sosterranno azioni per la promozione del bilancio sociale e la certificazione etica.
12.    Qualità del lavoro: il lavoro non è solo una questione di numeri relativi a disoccupazione, mobilità, saldo avviamenti-cessazioni, ammortizzatori sociali, ecc., ma anche di qualità del lavoro:
·    negli ultimi anni si registra un incremento considerevole del ricorso alle assunzioni a tempo determinato. Se da una parte questo viene visto come una risposta alle comprensibili esigenze di flessibilità imprenditoriale, è anche vero che queste tipologie contrattuali, per l’incertezza di entrate a medio termine,  possono portare una riduzione dei diritti dei lavoratori se collegate a tipologie contrattuali altamente precarie e poco enumerate. Esse possono altresì deprimere consumi e investimenti (si veda ad esempio la crisi dell’edilizia) delle persone assunte con tali contratti e quindi di conseguenza ad una diminuzione della produzione industriale;
·    disoccupazione intellettuale: molte ricerche macroeconomiche hanno evidenziato nel nostro territorio una bassa ricerca da parte delle aziende di laureati. Questo ha spinto la Provincia a concedere contributi per le assunzioni di personale qualificato con lauree tecniche , ma deve anche far riflettere da una parte sulla necessità di un marketing territoriale rivolto, oltre che alle aziende di produzione, anche ad aziende di servizi, e dall’altra ad un ripensamento e ad una rivalutazione dell’avviamento verso lavori manuali, come quelli artigianali, con migliori prospettive occupazionali;
·    marketing territoriale: deve essere perseguito anche attraverso la valorizzazione degli enormi vantaggi logistici del nostro territorio. A titolo esemplificativo la realizzazione di un accesso al mare per la zona Schiavetti di Monfalcone permetterebbe di avere una zona industriale, unica in Italia, con accesso al mare, con collegamento ferroviario e con una bretella che collega al casello autostradale e all’aeroporto;
·    problematiche del lavoro indipendente: la Provincia ha deciso di avviare uno studio, in collaborazione con l’Agenzia Regionale del Lavoro, per studiare tutto quel mondo composto da liberi professionisti, collaboratori a progetto, partite iva “mono-committenti”, di cui non sempre le Istituzioni percepiscono l’importanza e le problematiche afferenti a queste categorie. Infatti la diversità di problematiche, la tendenza alla frammentazione, la rappresentanza presente solo in alcuni casi , seppur significativi come ad esempio gli Ordini Professionali, richiedono uno sforzo di analisi da parte dei soggetti pubblici su tutta una serie di tematiche come l’aspetto previdenziale, la rappresentanza, il proliferare degli iscritti, le difficoltà ad incassare le proprie prestazioni, il rapporto con il credito, ecc. che possa portare ad un rapporto maggiormente costruttivo.

6- La qualità si fa con le persone

Ognuno di noi è chiamato a studiare e leggere di più, in una parola ad “formarsi” in maniera permanente.
Questo vale tanto per gli operatori economici e i ricercatori quanto per i dipendenti e gli amministratori pubblici.
Senza qualità l’Italia è destinata al declino. La qualità si fa con le capacità delle persone. Ciò significa che bisogna investire nel patrimonio umano e cioè nella conoscenza, nei saperi e nella ricerca. Significa premiare il merito e non l’appartenenza a questa o quella tribù: praticamente una rivoluzione culturale.
Una società che non riconosce il merito è una società senza diritti.
Una società giusta si fonda sul giusto riconoscimento di ciascuno per quanto vale a prescindere da ogni diversità premiando il merito, lo studio e le capacità: per arrivare a ciò bisogna garantire le pari opportunità e rimuovere tutti gli ostacoli.

1.    Welfare culturale: investire sul bene più durevole, la cultura, con un uso razionale e sinergico delle risorse e con la capacità di attrarre anche risorse private e nuove forme di mecenatismo.
2.    Sostenere la forte attività museale ed espositiva, con le grandi mostre a Palazzo Attems ristrutturato e nuove mostre provinciali presso Borgo Castello.
3.    Valorizzazione della Galleria Spazzapan d’arte contemporanea.
4.    Tavolo provinciale della cultura, per ricercare le migliori sinergie e collaborazioni con enti locali e privati, anche transfrontalieri.
5.    Realizzazione del Cartellone annuale delle iniziative della Provincia nel settore culturale.
6.    Potenziamento dell’archivio e della biblioteca storica.
7.    Apertura spazi espositivi a Grado e Monfalcone.
8.    Cultura per tutti: mantenimento ed estensione ad altre realtà del progetto “2 settimane”, sala espositiva attualmente in centro a Gorizia a costi bassi per consentire a tutti coloro che si affacciano al mondo della cultura di avere uno spazio pubblico per esporre le loro opere e le idee.
9.    Rafforzamento del sistema bibliotecario isontino, della cultura del ‘900 e della rete e promozione di attività con i Comuni.
10.    Incentivare progetti per estendere la lettura dei libri oltre i tradizionali lettori. Avanti con Libri e Libertà e realizzazione club di lettura, stampa e giochi da tavolo.
11.    Avanti con il Carnevale isontino e le forme di collaborazione ricreative e culturali di livello provinciale.
12.    Sostegno e valorizzazione delle associazioni folcloristiche.
13.    Sostenere in ogni modo il sapere, i progetti delle scuole, l’attività educativa transnazionale, la scuola serale per adulti, i progetti educativi di sostenibilità ambientale, contro la dispersione scolastica, le iniziative in materia di orientamento.
14.    Sostenere le scuole di musica.
15.    Sostenere i diritti dei lavoratori precari della scuola e valorizzarne i lavoratori e il corpo insegnati.
16.    Difendere i diritti all’insegnamento in lingua slovena e in lingua friulana.
17.    Valorizzazione delle Università della terza età.
18.    Istituire la “Conferenza permanente scolastica Provinciale”, come luogo di confronto e di programmazione degli interventi, con la presenza di tutti gli attori della scuola.
19.    Nuovo Piano di edilizia scolastica su base sostenibile e di risparmio energetico, con l’obiettivo di realizzare scuole moderne, tecnologiche, comode, belle e soprattutto sicure. Verifica sismica alla luce della nuova normativa e definitivo abbattimento delle barriere architettoniche.   
20.    Sistemazione e adeguamento delle palestre, nuova palestra a Gorizia.
21.    Auditorium scolastico e avanti con il Liceo sportivo e del mare a Monfalcone.
22.    Mantenimento centro polo scolastico a Gradisca e valorizzazione Istituto Agrario.
23.    Valorizzazione Istituto Alberghiero a Grado e sinergia con gli enti di formazione professionale.
24.    Tutti gli indici di competitività dei sistemi nel mondo ci dicono la stessa cosa: più lingue si conoscono, più si è competitivi e maggiore è il benessere. Conoscere più lingue non soddisfa solo una idea di crescita basata su “il più” ma anche un modello sociale che, pur consapevole dei limiti dello sviluppo, cerca “il meglio”. Realizzare un progetto per promuovere lo studio della seconda, terza lingua, come elemento di vantaggio dell’Isontino.
25.    Mantenere la linea di spesa per i nuovi scuolabus per e il fondo straordinario per arredi scolastici.
26.    Approfondimento Università e ricerca:
·    nuovo protocollo universitario provinciale per una fase 2 improntata a più qualità e professionalità delle qualifiche,
·    ruolo centrale del Consorzio universitario,
·    qualificazione del polo universitario di Gorizia e apertura a nuove presenze anche private,
·    valorizzazione istituti ricerca esistenti,
·    sviluppo Ditenave,
·    sviluppo ricerca energie rinnovabili,
·    investire sulla innovazione, la ricerca applicata, il sapere, la conoscenza, la competenza. E non certo la via del nucleare.

7- La casa comune degli isontini

Per una Provincia aperta, che sappia dialogare e coinvolgere servono strumenti di trasparenza e partecipazione permanente secondo la migliore tradizione europea e secondo il principio della governance diffusa.
Abbiamo sempre pensato ad una Provincia trasparente e facile da usare. Ciò si ottiene con l’uso di internet, con un efficace piano della comunicazione e con miriadi di tavoli di confronto e di coordinamento.
Ma tutto questo lavoro ha un senso se il cittadino percepisce la Provincia come casa propria e gli amministratori come dipendenti al suo servizio.
Per fare questo bisogna sconfiggere l’autoreferenzialità della politica ma non basta: la comunità isontina non deve solo poter partecipare, ma deve sentire di essere in grado di fare, si chiamano buone pratiche di “empowerment” e hanno l’obiettivo di far crescere nella comunità la fiducia nelle proprie forze.
La verifica del lavoro svolto deve essere periodica e pubblica. Bisogna passare a una Provincia senza carta, tutta in modalità elettronica e informatica, che oltre a ridurre i costi di gestione agevoli la trasparenza e la partecipazione.  
Il pianeta è di tutti, anche dei nostri amici animali.


1.    Spazio alle idee dei giovani.
2.    Avanti con le Giunte itineranti e ufficio distaccato a Monfalcone.
3.    Promuovere la collaborazione istituzionale permanente con Comuni e Regione.
4.    Patto per lo sviluppo economico, per vincere insieme la crisi e condividere il modello di sviluppo.
5.    La gestione condivisa di gravi crisi occupazionali e i tavoli di concertazione, l’ottenimento degli stati di crisi, la collaborazione con le rappresentanze sindacali e con l’associazione industriali.
6.    Protocollo di collaborazione transfrontaliera, perché l’apertura ad est è il nostro valore aggiunto.
7.    Avanti con la politica dei Protocolli di intesa: viabilità, edilizia scolastica e impiantistica sportiva, come metodo di lavoro con i Comuni, da estendere anche ad altri settori.
8.    Nuova politica dei “Tavoli” per condividere in forma snella e operativa le scelte con i portatori di interesse: agricoltura, sport, energia, speleologia, animali, folclore, turismo, caccia, ambiente, cultura ecc..
9.    Grandi progetti turistici su Collio, Carso e Isonzo da costruire in accordo con tutti i Comuni interessati.
10.    Soggetto unico di coordinamento provinciale per la programmazione, intervento e promozione turistica.
11.    Forum ambientale provinciale Agenda 21 che consenta scelte sostenibili e condivise.
12.    Task force sulle opere viarie, perché le scelte abbiano date certe.
13.    Valorizzazione del ruolo delle Consulte previste per Statuto.
14.    Piano Provinciale di riordino scolastico attraverso la “conferenza scolastica provinciale” per la definizione dei nuovi assetti dei poli scolastici, che vuol dire una visione unitaria del percorso di crescita degli alunni.
15.    Protocolli microhabitat con i Comuni e con i portatori di interessi diffusi.
16.    Il Forum giovani e tavolo assessori politiche giovanili a cui far programmare e gestire le iniziative.
17.    Nuovo piano della comunicazione.
18.    Carta trasparenza sui criteri delle nomine e gli incarichi.
19.    Nessun doppio incarico per assessori e presidente (se non previsti istituzionalmente, UPI, Assemblea Autonomie ecc…).
20.    Ricercare la maggiore efficienza del sistema con l’obiettivo di ridurre tasse e tariffe.
21.    Continuare con la forte presenza di donne nella giunta, negli incarichi e negli avanzamenti di carriera.
22.    Nuovo piano triennale di contenimento della spesa pubblica.
23.    Favorire forme di cittadinanza attiva, secondo il principio della sussidiarietà dal basso (o circolare).
24.    Rendere trasparenti ed accessibili, in internet, tutte le deliberazioni e le determinazioni dirigenziali  della Provincia, tutti gli incarichi e i relativi compensi, la presenza nelle partecipate, tutti i contributi erogati, i bilanci, i fornitori, bandi, concorsi ecc..
25.    Provincia senza carta: posta elettronica certificata, albo pretorio digitale.
26.    Bilancio sociale e sua diffusione.
27.    Sportello 4 zampe, i principi: tutelare il benessere degli animali riconoscendoli componenti essenziali dell’ambiente; difendere la  loro esistenza nel rispetto delle loro peculiarità; promuovere lo sviluppo di corretti ed armonici rapporti uomo-animale; promuovere la Pet therapy.
28.    Sportello 4 zampe, le azioni: regolamento tipo comuni, lotta alla vivisezione, collaborazione con le associazioni animaliste, riconoscimento del ruolo dei volontari, attività didattica nelle scuole, promozione adozione animali abbandonati, spiagge per animali, sterilizzazioni, decessi, e non ultimo proteggere e salvaguardare il territorio, i diversi  habitat naturali e gli ecosistemi in generale, come luoghi propri del regno animale.


8- Niente muri nè macerie

Saremo forti cittadini europei se avremo solide radici e tradizioni.
È un bel dire in una terra che è stata al centro di guerre, scontri etnici e politici, tragedie, e che non a caso viene chiamata la terra del confine mobile.
Qualcuno ci ricorda che era anche un confine plurale e in questa pluralità sono le nostre radici.
Il passato, la nostra storia non deve essere un peso da sopportare ma un patrimonio comune: per noi dare spazio all’elaborazione critica del passato significa progettare un domani condiviso che passa attraverso il comune orgoglio del cammino democratico e antifascista che ha portato l’Italia a diventare una Repubblica e il comune riconoscimento degli orrori del ventennio fascista, delle tragedie causate della guerra nazifascista e delle tragedie del nostro dopoguerra.
Comune sentire antifascista, democratico e repubblicano. Comune rispetto e cordoglio per i drammi e le vittime di questo confine martoriato.
Sono le persone, siamo noi, solo noi, che dobbiamo intraprendere questa strada. Niente più muri. Niente più macerie.

1.    La cosa più importante è la pace. Avanti con innumerevoli iniziative promosse assieme agli enti e alle associazioni aderenti alla Consulta provinciale per la Pace, tra le quali la riconferma del Treno della Memoria e la convenzione con il Comune di Medea per l’Ara Pacis come luogo simbolo di pace.
2.    Adesione a Nessuno Tocchi Caino contro la pena di morte.
3.    Sostenere ed incoraggiare tutte le iniziative volte a promuovere il dialogo multiculturale e la difesa di tutte le minoranze e culture.
4.    Valorizzare il Comitato permanente sulla Resistenza e sulla Costituzione.
5.    Realizzare il Museo del ‘900: favorire studi, ricerche e pubblicazioni sulla storia delle nostre terre, in particolare sulle drammatiche vicende legate alle due guerre.
6.    Sostenere le associazioni combattentistiche e favorire il dialogo italo sloveno sulle vicende storiche promuovendo la riconciliazione.
7.    Valorizzare il turismo storico, i siti della grande guerra e i percorsi di pace.
8.    Promuovere la ricerca, gli studi etnografici e le pubblicazioni sugli usi e costumi delle singole realtà.
9.    Valorizzare le peculiarità culturali bisiaca e gradese.
10.    Sostenere i gruppi folkloristici.
11.    Promuovere l’Isontino come terra dell’accoglienza e integrazione.


9- Muoversi in libertà

La nostra è tra le Province più infrastrutturate d’Italia.
La nuova centralità viaria e geografica ci impone quindi di mettere ordine nel sistema delle infrastrutture viarie e logistiche:
·    per sfruttare al meglio tale centralità di traffici;
·    per garantire mobilità a persone e merci;
·    per garantire una crescita sostenibile con l’ambiente.
E’ sulla qualità delle infrastrutture viarie che si gioca il destino del nostro sviluppo economico, il futuro ambientale e la nostra stessa qualità della vita.
La Provincia è tutto un cantiere viario. Il protocollo di intesa sulla viabilità ha messo in moto e realizzato interventi senza precedenti nel pieno rispetto delle comunità e dell’ambiente.
Questo dimostra che programmare si può e che condividere non è mai una perdita di tempo.
Trasferire il trasporto merci da gomma a rotaia rappresenta un obiettivo storico dal punto di vista ambientale e per essere collegati alle grandi reti di comunicazione europee. Ma noi non siamo una prateria e la stessa Commissione Van Miert prescrive attenzioni particolari in situazioni orografiche particolari: la nostra è tra quelle, un ecosistema delicato e unico del suo genere, tra il Carso e il mare.
In un sistema Italia che non va, noi dobbiamo essere più bravi per dare buone risposte in tempi brevi e non cattive risposte in tempi lunghi.


1.    Nuovo ruolo di pianificazione alle Province del FVG, in quanto le infrastrutture rappresentano elementi portanti per lo sviluppo del territorio. Si chiede pertanto una modifica della legislazione vigente in merito, demandando alle Province la realizzazione di Programmi provinciali attuativi del Piano Regionale delle Infrastrutture di Trasporto, della mobilità, delle merci e della logistica.
2.    Task force (tecnica, economica, sociale, ambientale) per seguire l’andamento delle singole opere. In alcuni casi, dove siamo ancora in fase preliminare, la task force e il forum ambientale di agenda 21 dovranno lavorare assieme.
3.    Potenziamento dell’asse su Lubiana, autostrada e ferrovia, naturale corridoio verso est, secondo il progetto presentato dalla Provincia. Giudizio positivo su ADRIA-A e verifica della sua fattibilità.
4.    Sulla linea ferroviaria AV/AC la posizione è quella espressa con ampio voto dal Consiglio Provinciale, ovvero:
·    accogliere le osservazioni presentate dai Comuni di Doberdò del Lago, San Canzian d’Isonzo, Turriaco, Staranzano, Ronchi dei Legionari e Monfalcone e invitare RFI ad adeguare il progetto secondo tali disposizioni e la Regione a sostenerle all’atto dell’intesa con lo Stato;
·    ritenere indispensabile che il progetto sia corredato dalla analisi costi-benefici, da quella economico finanziaria e da una adeguata analisi trasportistica;
·    proporre la costituzione di un tavolo istituzionale permanente che segua l’iter progettuale e dei lavori, sotto l’egida della Regione, in modo da rendere trasparente tutto il prosieguo  dell’opera superando così nei fatti i vincoli della illiberale Legge Obiettivo che male si concilia con un territorio ultra-sensibile come il Carso, che è patrimonio dell’umanità, e la cui tutela deve essere un obiettivo di tutta la Comunità nazionale ed europea, sul quale per altro è storicamente presente la minoranza slovena;
·    proporre che la via per Gorizia sia considerata complementare al Corridoio 5°;
·    ritenere infine indispensabile un nuovo progetto di collegamento tra la linea ferroviaria Trieste – Udine con quella di Trieste – Venezia, in modo da garantire una agevole connessione tra Gorizia e il Polo intermodale di Ronchi dei Legionari. Tale progetto deve essere contemporaneo con quello sul Bivio San Polo e deve essere condiviso con i Comuni interessati.  
5.    Netta contrarietà al tracciato ferroviario AV/AC in località Sablici.
6.    Demolizione del raccordo Ronchi Sud – Ronchi Nord e interramento della linea ferroviaria Bivio S.Polo-Gorizia nel tratto di Selz e Vermegliano, riportando ad unità urbanistica il Comune di Ronchi dei Legionari.
7.    Per la “Racchetta  ferroviaria Redipuglia-Ronchi Aeroporto”, fare proprie le osservazioni contrarie della Città Mandamento, chiedendo che il collegamento tra Ronchi Sud e Gorizia sia condiviso con i Comuni interessati. Assoluto no a qualsiasi riedizione della “goccia ferroviaria”.
8.    Completare i lavori dei sottopassi ferroviari e aggiornare l’intesa con Regione e RFI.
9.    Tre forti aree logistiche a Gorizia, Ronchi e Monfalcone (Sdag, Mossa, aeroporto di Go, aeroporto di Ronchi, polo intermodale, porto e aree collegate).
10.    Si al superporto a Monfalcone e contemporanea costruzione di occasione per gli operatori attuali.
11.    Sostenere la realizzazione in tempi brevi del Piano regolatore del porto.
12.    Favorire il completamento dello scavo del canale di Monfalcone in tempi rapidi.
13.    Gorizia inclusa tra le aree retroportuali.
14.    Tempi certi per il progetto del Polo intermodale di Ronchi.
15.    Completare il Polo intermodale di Cormons.
16.    Realizzazione delle opere previste nel Protocollo Viabilità: rotonda San Pier, rotonda Ronchi, porta ingresso Sagrado ecc.
17.    Definizione nuovo Protocollo provinciale Viabilità con priorità alla strada turistica Cormons-San Floriano e al nodo di Romans.
18.    Completamento 56 bis.
19.    Seguire i lavori e il completamento della Villesse-Gorizia, prestando attenzione ai problemi degli agricoltori e delle popolazioni interessate, in particolare alla viabilità di Savogna d’Isonzo.
20.    Seguire i lavori e il completamento della variante di Mariano, in accordo e collaborazione con il Comune.
21.    Demolizione dei cavalcavia di Cormons e Fogliano, della ex ferrovia Redipuglia-Cormons e progetto per un riutilizzo parziale a fine locale in accordo con i Comuni interessati, sia come pista ciclabile e sia come possibile tratta di un bypass stradale di Sagrado.
22.    Realizzazione del Ponte sul Boscat come collegamento aree agricole e come bypass traffico leggero di Grado.
23.    Attuazione programmi e progetti di sicurezza stradale, realizzazione incroci, moderatori di velocità, attività educativa.
24.    No ai Tir sul Vallone e verifica degli attraversamenti di traffico pesante nelle strade provinciali in prossimità di centri sensibili.
25.    Insistere per rendere possibile la liberalizzazione del tratto autostradale Villesse – Lisert, verificando anche il passaggio a vignetta come previsto dalla UE.
26.    Realizzazione nuova bretella stradale da Bistrigna a Z.I. di Staranzano.
27.    Proseguire con la sistemazione della Strada provinciale n. 19 verso Grado.
28.    Continua verifica e messa in sicurezza degli impalcati dei ponti.
29.    Consolidamento e prevenzione dei fenomeni franosi.
30.    Sistemare e mantenere in efficienza le strade provinciali.
31.    Ricercare accordi per gli sfalci e per l’emergenza neve e ghiaccio con le associazioni degli agricoltori.
32.    Nuovo regolamento per gli spazi pubblicitari lungo le strade.
33.    Promuovere l’uso del trasporto pubblico e prepararsi alla gara TPL.
34.    Realizzare una rete sovracomunale di piste ciclabili anche con finalità turistiche e transfrontaliere. Completare la pista del litorale dal Caneo a Staranzano. Realizzare la parte italiana della pista dell’Isonzo, dalla foce alle sorgenti. Utilizzare se possibile materiali provenienti da riciclo rifiuti.
35.    Interventi a favore degli utenti delle ferrovie.
36.    Funzionamento ottimale della Motorizzazione Civile Provinciale.

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